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COLLEZIONE ARTYCAPUCINES 

  • COLLEZIONE ARTYCAPUCINES  - Louis Vuitton Moda NEWS
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Sam Falls, Urs Fischer, Alex Israel, Nicholas Hlobo, Tchabalala Self e Jonas Wood hanno disegnato una borsa Capucines in edizione limitata, in collaborazione con gli atelier di Louis Vuitton

Sam Falls attinge alla natura per creare opere che esplorano la materialità del colore e della luce attraverso tecniche fotografiche e oggetti di uso quotidiano. Crea i suoi paesaggi astratti coprendo grandi tele con elementi naturali come rami, foglie e fiori presi da un particolare ambiente e unendoli ad un pigmento secco, lasciando poi le tele esposte all'aria aperta. Quando gli elementi naturali vengono rimossi, lasciano dietro di sé sagome e motivi impressi sulla tela, come fantasmi enigmatici. Ogni opera - intimamente legata al luogo in cui è realizzata e alle condizioni meteorologiche e ambientali che ha vissuto - diventa una testimonianza temporale unica della natura. Nato nel 1984 a San Diego, Sam Falls ha studiato fisica, linguistica e filosofia prima di diventare un artista; ora vive e lavora a Los Angeles.

 

Urs Fischer è noto per le sue colossali sculture e installazioni che testimoniano un profondo fascino dell'artista per i processi di trasformazione e decomposizione. Tra le sue opere - spesso realizzate con imponenti oggetti di uso quotidiano - si annovera uno chalet svizzero a grandezza naturale realizzato interamente con pagnotte di pane, muschio e legno; una scultura in alluminio verniciato che rappresenta un gigantesco pacco di sigarette attraversato da un una poltrona e una scultura in bronzo di 20 tonnellate per 7 metri di altezza a forma di orsacchiotto con una lampada da scrivania nella testa. Più recentemente, Urs Fischer ha creato candele a forma di individui a grandezza naturale che si accendono e si bruciano fino alla completa disintegrazione. Urs Fischer è nato nel 1973 a Zurigo, in Svizzera, dove ha studiato fotografia alla Schule für Gestaltung. Oggi lavora e vive a New York.

Le opere di Alex Israel pongono l'artista al centro di un'esplorazione dei media popolari, di Hollywood, del culto della celebrità e del sogno americano, visto attraverso le lenti della sua città natale, Los Angeles. I suoi lavori mescolano arte e brand, la cultura agli spot commerciali, in una varietà di opere di ogni genere, tra cui dipinti, sculture, murales, una linea di occhiali da sole, una serie di talk show in corso con i principali personaggi della cultura californiana (As it Lays) e un film (SPF-18). Tutte le creazioni di Alex Israel fanno emergere un ritratto preciso e sincero su Los Angeles e rifletteno la curiosità dell'artista. Riflettono anche il suo desiderio di trovare il proprio posto in questa mutevole città del potere, del denaro e dei sogni. Per Israel, concentrarsi su Los Angeles e sulle sue potenti sfere culturali e sociali, le sue contraddizioni e la sua bellezza, significa comprendere le ossessioni non solo dell'America, ma anche del mondo. Nato nel 1982, Alex Israel si è laureato alla Yale University, Connecticut (BA), e alla University of Southern California, Los Angeles (MFA).

Le installazioni di Nicholas Hlobo e le sue intricate opere a due e tre dimensioni esprimono un commento sulle realtà democratiche del Sud Africa dalla fine della discriminazione legalizzata dell'apartheid nel 1994 e costituiscono una vera e propria indagine sull'etnia e sulla cultura identitaria dell'artista. Nato a Cape Town nel 1975, Hlobo ha studiato belle arti al Witwatersrand Technikon di Johannesburg, dove vive tuttora. Le sue opere ibride sono fatte di materiali tattili intrecciati tra loro- nastri, pelle, legno o gomma - volti a simboleggiare una diversa forma di identità personale o politica. L'artista dà vita a complesse narrazioni visive che riflettono e invitano alla riflessione sulle dicotomie del Sudafrica contemporaneo, sul suo status e sulle esperienze dell'artista in questo paese.

L'arte di Tschabalala Self si concentra sul significato iconografico del corpo femminile nero nella cultura americana contemporanea e sul suo impatto emotivo, fisico e psicologico. Esaminando l'intersezione tra razza, genere e sessualità, Self ha notato come l'immaginario collettivo circa il corpo femminile nero abbia creato una nicchia culturale in cui risiede la nostra idea della femminilità nera. Le sue opere, che ritraggono corpi femminili esagerati ed enfatizzati, sono caratterizzate da sovrapposizioni complesse di più strati di pittura e stampe, miscele di materiali cuciti, dipinti e stampati, associazioni di diverse tradizioni artistiche e artigianali.Nata ad Harlem, New York, nel 1990, Tschabalala si è laureata al Bard College nel 2012 e alla Yale School of Art nel 2015. Attualmente vive e lavora a New Haven, nel Connecticut.

Le opere rigogliose e colorate di Jonas Wood evocano artisti come Henri Matisse e David Hockney per via delle trame multistrato. Ma le sue tele verdeggianti dalla prospettiva deformata si distinguono per il loro singolare approccio figurativo e la deliberata impassibilità verso i codici estetici. L'artista, che vive a Los Angeles, realizza i suoi disegni, collage, acquerelli e dipinti basandosi su fotografie che trasforma creando forme, colori e motivi geometrici diversi. Wood spesso si ispira anche ai vasi modellati dalla moglie Shio Kusaka e raffigura immagini particolari come un campo da golf verde brillante, barriere coralline e pesci esotici, un campo da pallacanestro, un giardino rigoglioso o lo studio di un pittore. Jonas Wood è nato nel 1977 a Boston, negli Stati Uniti. Si è laureato presso l'Hobart e William Smith Colleges a New York nel 1999, e un ha ottenuto un master in arte presso l'Università di Washington a Seattle nel 2002.

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